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L’ ansia è quell'emozione che proviamo di fronte a una sensazione di minaccia reale o figurata e che dal punto di vista fisiologico è caratterizzata da un aumento della vigilanza e dell’attenzione. Questa attivazione fisiologica ci prepara ad affrontare il pericolo percepito predisponendoci a una risposta di attacco o fuga. E' un'emozione funzionale e utile per la nostra incolumità poiché ci prepara, in maniera adattiva, ad una possibile situazione difficile. Si chiama ansia patologica e disfunzionale quando diviene troppo intensa e persistente, interferendo con le nostre prestazioni e associandosi a eventi neutri, che non sono realmente pericolosi.
I sintomi dell'ansia patologica:
In che modi si struttura l'ansia patologica?

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni.
Le ossessioni sono pensieri, stimoli o immagini ricorrenti e persistenti che vengono vissuti come intrusivi e indesiderati, mentre le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o atti mentali che un individuo si sente spinto a compiere in risposta a un'ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente.
Le ossessioni non sono semplici preoccupazioni della vita ma causano molta ansia e disagio e la persona che ne è afflitta fa persistenti tentativi di ignorarle, combatterle e zittirle attraverso rimuginio, richiesta di rassicurazioni, evitamenti ma soprattutto attraverso rituali compulsivi.
I sintomi ossessivi vengono divisi in 4 sottogruppi:
Spesso i pazienti hanno o hanno avuto sintomi che appartengono a più di una categoria poichè il disturbo ossessivo è un disturbo unico.
Questo disturbo può manifestarsi nell’infanzia, nell’adolescenza o nell’età adulta, in modo acuto, cioè con sintomi evidenti ed improvvisi, o più frequentemente in modo subdolo e graduale. Il decorso è raramente episodico: nella maggior parte dei casi è cronico, anche se con fasi fluttuanti di miglioramento e peggioramento. Colpisce, senza distinzioni di età e sesso, dal 2% al 3% della popolazione.

La tristezza è un’emozione che tutti noi proviamo e che ci segnala la perdita e/o la mancanza possibile o reale di qualcuno o qualcosa per noi importante. Ci permette quindi di "prendere una pausa" e riorganizzare la nostra vita ripartendo da una crisi o cambiamento. La tristezza è funzionale, non ha nulla di patologico in sè, e non deve essere scambiata per depressione.
La depressione è sì caratterizzata da un umore deflesso e/o una diminuzione di interesse e/o piacere per le attività quotidiane presente da almeno 2 settimane, ma anche da perdita di energie, senso di fatica, difficoltà nella concentrazione e a memorizzare, agitazione motoria, nervosismo, perdita o aumento di peso, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), mancanza di desiderio sessuale e dolori fisici. Le emozioni tipiche sperimentate da chi soffre di disturbo depressivo sono: la tristezza, l’angoscia, disperazione, l'insoddisfazione, il senso di impotenza, la perdita di speranza, il senso di vuoto. I sintomi cognitivi sono: la difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi, la ruminazione (pensare continuamente al proprio malessere e agli errori passati), autocriticismo e autosvalutazione, pensiero catastrofico e pensiero pessimista. I comportamenti che contraddistinguono la persona affetta da depressione sono l’isolamento sociale, passività, frequenti lamentele, riduzione dell’attività sessuale e, in alcuni casi, pensieri suicidari o tentativi di suicidio.
I Disturbi Depressivi più conosciuti sono: Disturbo depressivo maggiore, Distimia, Depressione Post Partum.
Inoltre un episodio depressivo può essere presente all’interno di un Disturbo Bipolare, quadro psicopatologico diverso dai Disturbi Depressivi.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie caratterizzate da un' alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza. I sintomi tipici di un disturbo della condotta alimentare sono: diminuzione dell’introito di cibo (restrizione), digiuno, abbuffate (ingerire una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo), vomito autoindotto, uso di anoressizzanti, lassativi o diuretici, intensa attività fisica allo scopo di controllare il peso. Alcune persone possono ricorrere ad uno o più di questi comportamenti, ma ciò non vuol dire necessariamente che esse soffrano di un disturbo dell’alimentazione. Ci sono infatti dei criteri diagnostici ben precisi che chiariscono cosa debba intendersi patologico.
I disturbi alimentari principali sono:

Il Trauma e i disturbi stress correlati sono conseguenze dell’esposizione dell'individuo a un evento traumatico e/o stressante. Per trauma psicologico si intende qualsiasi evento che una persona recepisce soggettivamente come estremamente stressante. Può trattarsi di una minaccia all’integrità fisica (propria o di altri) o all’identità psicologica. Questi eventi producono reazioni emotive e corporee importanti, che non sempre il cervello riesce ad elaborare. Quando l’elaborazione dell'evento stressante non avviene spontaneamente, le emozioni e le sensazioni corporee si bloccano, compromettendo il normale funzionamento psichico e il benessere della persona.
I sintomi che si possono presentare in seguito ad un’esperienza traumatica non sono univoci ma variano a seconda della gravità del trauma psicologico, e soprattutto, dipendono dalla risposta soggettiva (prima di tutto emotivo fisiologica).
Nel caso di un trauma psicologico irrisolto si crea nel cervello una stasi neurobiologica, che impedisce l’elaborazione delle emozioni e delle sensazioni corporee che, permanendo nel cervello oltre la conclusione dell’esperienza, sono pronte a riattivarsi in situazioni simili a quella traumatica.
I più frequenti disturbi trauma collegati sono:

Una Disfunzione Sessuale (o disturbo sessuale) è caratterizzata da un’anomalia del processo che sottende il ciclo di risposta sessuale, o da dolore associato al rapporto sessuale. Il ciclo di risposta sessuale normale può essere diviso nelle seguenti fasi (in ognuna delle quali possono intervenire dei disturbi sessuali):
I disturbi sessuali possono verificarsi in una o più di queste fasi e sono:
Le disfunzioni sessuali possono avere una causa fisica o psicologica. Nella maggior parte dei casi l’origine è psicologica, ma è fondamentale escludere eventuali cause organiche attraverso vari approfondimenti da valutare caso per caso, dopo una consulenza medica.

Le relazioni interpersonali sono di grande importanza per ogni individuo e talvolta possono essere fonte di intensa sofferenza e disagio. Il concetto di relazione è strettamente connesso con la comunicazione, perciò, quando sopraggiungono problemi relazionali, è probabile che questi siano causati da una comunicazione non adeguata o carente.
Tutto ciò che accade nei rapporti con gli altri viene infatti regolato dalla comunicazione.
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