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Aliquam Sodales

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Dott.ssa Mara Compagnoni - Psicologa Psicoterapeuta

DISTURBI D'ANSIA

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L’ ansia è quell'emozione che proviamo di fronte a una sensazione di minaccia reale o figurata e che dal punto di vista fisiologico è caratterizzata da un aumento della vigilanza e dell’attenzione. Questa attivazione fisiologica  ci prepara ad affrontare il pericolo percepito predisponendoci a una risposta di attacco o fuga. E' un'emozione funzionale e utile per la nostra incolumità poiché ci prepara, in maniera adattiva, ad una possibile situazione difficile. Si chiama ansia patologica e disfunzionale quando diviene troppo intensa e persistente, interferendo con le nostre prestazioni e associandosi a eventi neutri, che non sono realmente pericolosi.

I sintomi dell'ansia patologica:

  • psicologici: forte apprensione non commisurata alla portata dell’evento reale, nervosismo, alterazione della memoria e della concentrazione, rimuginio e preoccupazione, insicurezza e timore;
  • fisici: palpitazioni, tachicardia, ipersudorazione, spasmi alla gola, dispnea, vertigini, bisogno frequente di urinare, sintomi gastroenterici, insonnia con difficoltà ad addormentarsi e risvegli frequenti;
  • tensione motoria: tremori, irrequietezza, agitazione, facilità a sussultare, contratture muscolari, cefalea tensiva.

In che modi si struttura l'ansia patologica? 

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

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Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o compulsioni.

Le ossessioni sono pensieri, stimoli o immagini ricorrenti e persistenti che vengono vissuti come intrusivi e indesiderati, mentre le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o atti mentali che un individuo si sente spinto a compiere in risposta a un'ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente.

Le ossessioni non sono semplici preoccupazioni della vita ma causano molta ansia e disagio e la persona che ne è afflitta fa persistenti tentativi di ignorarle, combatterle e zittirle attraverso rimuginio, richiesta di rassicurazioni, evitamenti ma soprattutto attraverso rituali compulsivi.

I sintomi ossessivi vengono divisi in 4 sottogruppi:

  • Checkers: ossessioni basate sul controllo: queste persone sono ossessionate dall'idea che qualcosa possa essere sfuggito al loro controllo. Immaginano che in seguito a una loro possibile disattenzione, possa accadere una catastrofe. La soluzione caratteristica della quale si servono sono le cosiddette compulsioni di controllo
  • Washers: ossessioni basate sulla contaminazione: queste persone sono ossessionate dall'idea di essersi contaminati con malattie, germi, sporco, sfortuna, sostanze provenienti da persone immorali e/o di contaminare le altre persone. La soluzione caratteristica alla quale ricorrono sono le cosiddette compulsioni di lavaggio.
  • Ordine e simmetria: ossessioni basate sull’ordine e sulla simmetria: queste persone sono ossessionate dal fatto che gli oggetti non siano a posto come dovrebbero e/o che le azioni da loro compiute non siano state compiute nel modo esatto, con conseguente timore di aver provocato danni che spesso sono superstiziosi. La soluzione caratteristica che utilizzano sono le cosiddette compulsioni di riordinamento (finalizzate a rimettere le cose a posto e/o eliminare scaramanticamente il rischio di danni. Es. “Se gli oggetti sulla mia scrivania non sono in ordine, allora qualcosa andrà storto”).
  • Pensieri proibiti: idee o immagini “proibite” che intrudono nella mente della persona (pensieri e/o immagini blasfeme, pensieri e/o immagini aggressive, pensieri e/o immagini perverse, pensieri che si riferiscono a probabili eventi negativi legati a familiari/amici) e la turbano profondamente, con la conseguente fusione del pensiero con l’azione e il timore che ciò che ha pensato possa verificarsi (“Se penso che i miei possano avere un incidente, allora accadrà”, “Se penso di uccidere mio figlio, lo farò”, ecc…). La soluzione caratteristica alla quale ricorrono sono le cosiddette compulsioni mentali (formule di neutralizzazione e preghiere).

Spesso i pazienti hanno o hanno avuto sintomi che appartengono a più di una categoria poichè il disturbo ossessivo è un disturbo unico.

Questo disturbo può manifestarsi nell’infanzia, nell’adolescenza o nell’età adulta, in modo acuto, cioè con sintomi evidenti ed improvvisi, o più frequentemente in modo subdolo e graduale. Il decorso è raramente episodico: nella maggior parte dei casi è cronico, anche se con fasi fluttuanti di miglioramento e peggioramento. Colpisce, senza distinzioni di età e sesso, dal 2% al 3% della popolazione. 

DISTURBI DEPRESSIVI

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La tristezza è un’emozione che tutti noi proviamo e che ci segnala la perdita e/o la mancanza possibile o reale di qualcuno o qualcosa per noi importante. Ci permette quindi di "prendere una pausa" e riorganizzare la nostra vita ripartendo da una crisi o cambiamento. La tristezza è funzionale, non ha nulla di patologico in sè, e non deve essere scambiata per depressione.

La depressione è sì caratterizzata da un umore deflesso e/o una diminuzione di interesse e/o piacere per le attività quotidiane presente da almeno 2 settimane, ma anche da perdita di energie, senso di fatica, difficoltà nella concentrazione e a memorizzare, agitazione motoria, nervosismo, perdita o aumento di peso, disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), mancanza di desiderio sessuale e dolori fisici. Le emozioni tipiche sperimentate da chi soffre di disturbo depressivo sono: la tristezza, l’angoscia, disperazione, l'insoddisfazione, il senso di impotenza, la perdita di speranza, il senso di vuoto. I sintomi cognitivi sono: la difficoltà nel prendere decisioni e nel risolvere i problemi, la ruminazione (pensare continuamente al proprio malessere e agli errori passati), autocriticismo e autosvalutazione, pensiero catastrofico e pensiero pessimista. I comportamenti che contraddistinguono la persona affetta da depressione sono l’isolamento sociale, passività, frequenti lamentele, riduzione dell’attività sessuale e, in alcuni casi, pensieri suicidari o tentativi di suicidio.
I Disturbi Depressivi più conosciuti sono: Disturbo depressivo maggioreDistimiaDepressione Post Partum.
Inoltre un episodio depressivo può essere presente all’interno di un Disturbo Bipolare, quadro psicopatologico diverso dai Disturbi Depressivi.

DISTURBI ALIMENTARI

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I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie caratterizzate da un' alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza. I sintomi tipici di un disturbo della condotta alimentare sono: diminuzione dell’introito di cibo (restrizione), digiuno, abbuffate (ingerire una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo), vomito autoindotto, uso di anoressizzanti, lassativi o diuretici, intensa attività fisica allo scopo di controllare il peso. Alcune persone possono ricorrere ad uno o più di questi comportamenti, ma ciò non vuol dire necessariamente che esse soffrano di un disturbo dell’alimentazione. Ci sono infatti dei criteri diagnostici ben precisi che chiariscono cosa debba intendersi patologico.  

I disturbi alimentari principali sono:

TRAUMI ED EVENTI STRESSANTI

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Il Trauma e i disturbi stress correlati sono conseguenze dell’esposizione dell'individuo a un evento traumatico e/o stressante. Per trauma psicologico si intende qualsiasi evento che una persona recepisce soggettivamente come estremamente stressante. Può trattarsi di una minaccia all’integrità fisica (propria o di altri) o all’identità psicologica. Questi eventi producono reazioni emotive e corporee importanti, che non sempre il cervello riesce ad elaborare. Quando l’elaborazione dell'evento stressante non avviene spontaneamente, le emozioni e le sensazioni corporee si bloccano, compromettendo il normale funzionamento psichico e il benessere della persona.

I sintomi che si possono presentare in seguito ad un’esperienza traumatica non sono univoci ma variano a seconda della gravità del trauma psicologico, e soprattutto, dipendono dalla risposta soggettiva (prima di tutto emotivo fisiologica).
Nel caso di un trauma psicologico irrisolto si crea nel cervello una stasi neurobiologica, che impedisce l’elaborazione delle emozioni e delle sensazioni corporee che, permanendo nel cervello oltre la conclusione dell’esperienza, sono pronte a riattivarsi in situazioni simili a quella traumatica. 

I più frequenti disturbi trauma collegati sono:

  • Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD)
  • Disturbo da Stress Acuto
  • Disturbo da Stress Post Traumatico Complesso

DISFUNZIONI SESSUALI

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Una Disfunzione Sessuale (o disturbo sessuale) è caratterizzata da un’anomalia del processo che sottende il ciclo di risposta sessuale, o da dolore associato al rapporto sessuale. Il ciclo di risposta sessuale normale può essere diviso nelle seguenti fasi (in ognuna delle quali possono intervenire dei disturbi sessuali):

  • Desiderio. Questa fase consiste in fantasie sessuali e nel desiderio di praticare attività sessuale.
  • Eccitazione. Questa fase consiste in una sensazione soggettiva di piacere sessuale e nelle concomitanti modificazioni fisiologiche. Le principali modificazioni nel maschio sono la tumescenza del pene e l’erezione. Le principali modificazioni nella donna sono la vasocongestione pelvica, la lubrificazione e la dilatazione vaginale, nonchè la tumescenza dei genitali esterni.
  • Plateau. Questa fase permette di aumentare o mantenere l'eccitazione sessuale ed è funzionale al raggiungimento dell'orgasmo.
  • Orgasmo. Questa fase consiste in un picco di piacere sessuale, con allentamento della tensione sessuale a livello psichico e, a livello fisiologico, contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi che permettono l'eiaculazione nell'uomo e il raggiungimento dell'orgasmo nella donna.
  • Risoluzione. in quest’ultima fase il corpo ritorna a uno stato di rilassamento con conseguenti modificazioni fisiologiche; il sangue che riempiva gli organi genitali drena rapidamente, anche il respiro, il battito cardiaco e la pressione sanguigna ritornano ai livelli normali. Durante questa fase, mentre le donne possono essere in grado di rispondere a nuove stimolazioni quasi immediatamente, gli uomini attraversano un momento fisiologicamente refrattario che varia da persona a persona.

I disturbi sessuali possono verificarsi in una o più di queste fasi e sono:

  • Eiaculazione ritardata
  • Disturbo erettile
  • Disturbo dell'orgasmo femminile
  • Disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile
  • Disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione
  • Disturbo del desiderio ipoattivo maschile
  • Disfunzioni sessuali indotte da sostanze/farmaci

Le disfunzioni sessuali possono avere una causa fisica o psicologica. Nella maggior parte dei casi l’origine è psicologica, ma è fondamentale escludere eventuali cause organiche attraverso vari approfondimenti da valutare caso per caso, dopo una consulenza medica.

PROBLEMI RELAZIONALI

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Le relazioni interpersonali sono di grande importanza per ogni individuo e talvolta possono essere fonte di intensa sofferenza e disagio. Il concetto di relazione è strettamente connesso con la comunicazione, perciò, quando sopraggiungono problemi relazionali, è probabile che questi siano causati da una comunicazione non adeguata o carente.

Tutto ciò che accade nei rapporti con gli altri viene infatti regolato dalla comunicazione.

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